Microplastiche e PFAS nellacqua di casa nel 2025: rischi per la salute e soluzioni tecnologiche avanzate
- STEEME COMUNICATION snc

- 20 nov
- Tempo di lettura: 4 min
L’acqua che beviamo ogni giorno può contenere contaminanti invisibili che rappresentano una minaccia crescente per la salute pubblica. Tra questi, le microplastiche e i PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) sono al centro di numerosi studi scientifici recenti. Nel 2025, la ricerca ha fatto passi avanti importanti nel comprendere la diffusione di questi contaminanti nell’acqua domestica, i rischi associati e le tecnologie più efficaci per ridurli. Questo articolo riassume i dati più aggiornati e offre indicazioni pratiche per proteggere la salute di tutta la famiglia.

Cosa sono le microplastiche e i PFAS
Le microplastiche sono frammenti di plastica di dimensioni inferiori a 5 millimetri, derivanti dalla degradazione di rifiuti plastici più grandi o da prodotti di consumo come cosmetici e tessuti sintetici. Questi piccoli pezzi possono entrare nelle fonti d’acqua attraverso scarichi industriali, acque reflue e rifiuti urbani.
I PFAS sono una famiglia di composti chimici sintetici usati in molti prodotti industriali e di consumo per le loro proprietà resistenti all’acqua, al grasso e al calore. Sono chiamati “sostanze chimiche per sempre” perché non si degradano facilmente nell’ambiente e si accumulano nel corpo umano.
Diffusione di microplastiche e PFAS nell’acqua domestica
Studi recenti pubblicati nel 2024 e 2025 mostrano che quasi tutte le fonti di acqua potabile contengono tracce di microplastiche e PFAS, anche in aree rurali lontane da industrie. Le microplastiche si trovano in concentrazioni variabili, da poche particelle per litro fino a centinaia, a seconda della qualità della rete idrica e del trattamento.
I PFAS sono stati rilevati in concentrazioni che superano i limiti di sicurezza in alcune regioni, soprattutto vicino a siti industriali o aeroporti dove sono stati usati schiumogeni antincendio contenenti queste sostanze. La contaminazione è persistente e difficile da eliminare con i metodi tradizionali di depurazione.
Rischi per la salute associati a microplastiche e PFAS
La scienza ha confermato che l’ingestione di microplastiche può causare infiammazioni e danni cellulari nel tratto gastrointestinale. Alcuni studi suggeriscono che le microplastiche possono trasportare sostanze tossiche e batteri patogeni, aumentando il rischio di malattie.
I PFAS sono associati a effetti più gravi, tra cui:
Alterazioni del sistema immunitario
Problemi ormonali e riproduttivi
Aumento del rischio di alcuni tumori
Effetti sullo sviluppo nei bambini
L’Organizzazione Mondiale della Sanità e altre agenzie sanitarie hanno sottolineato la necessità di ridurre l’esposizione a queste sostanze, soprattutto nelle acque destinate al consumo umano.
Tecnologie avanzate per ridurre microplastiche e PFAS nell’acqua
Le tecniche tradizionali di trattamento dell’acqua, come la clorazione e la filtrazione standard, non sono sufficienti per eliminare completamente microplastiche e PFAS. Nel 2025, diverse soluzioni tecnologiche si sono dimostrate efficaci:
Filtrazione a membrana ultrafiltrante e nanofiltrante
Questi filtri utilizzano membrane con pori molto piccoli che bloccano particelle di dimensioni nanometriche, comprese le microplastiche più piccole e molte molecole di PFAS. Sono già adottati in impianti di trattamento avanzati e in sistemi domestici di alta qualità.
Adsorbimento su carbone attivo
Il carbone attivo ha una grande superficie che può trattenere molte sostanze chimiche, inclusi alcuni PFAS. I filtri a carbone attivo sono comuni nei depuratori domestici e possono ridurre significativamente la concentrazione di contaminanti.
Tecnologie emergenti: adsorbenti innovativi e fotocatalisi
Ricercatori stanno sviluppando nuovi materiali adsorbenti a base di grafene e nanotubi di carbonio, capaci di catturare PFAS con maggiore efficienza. Inoltre, la fotocatalisi utilizza la luce per degradare chimicamente i PFAS, offrendo una soluzione potenzialmente definitiva.
Sistemi combinati
Molti impianti e dispositivi domestici combinano più tecnologie per ottenere una purificazione più completa. Ad esempio, un sistema può unire ultrafiltrazione, carbone attivo e lampade UV per abbattere sia microplastiche che PFAS.
Come scegliere un sistema di purificazione per la casa
Per chi vuole proteggere la propria famiglia, è importante valutare alcune caratteristiche chiave:
Certificazioni di efficacia contro microplastiche e PFAS
Capacità di filtrazione e durata dei filtri
Facilità di manutenzione e costi di gestione
Compatibilità con la qualità dell’acqua locale
Consultare report indipendenti e recensioni di prodotti può aiutare a scegliere il sistema più adatto.

Buone pratiche per ridurre l’esposizione a microplastiche e PFAS
Oltre all’uso di tecnologie di filtrazione, alcune abitudini quotidiane possono limitare l’ingestione di questi contaminanti:
Preferire acqua in bottiglie di vetro o utilizzare filtri certificati
Evitare prodotti contenenti PFAS, come alcuni tessuti impermeabili e pentole antiaderenti
Ridurre l’uso di plastica monouso e favorire il riciclo
Informarsi sulla qualità dell’acqua locale e partecipare a iniziative di controllo ambientale
Questi comportamenti aiutano a limitare la contaminazione ambientale e personale.
Il futuro della sicurezza dell’acqua domestica
La ricerca continua a migliorare la comprensione dei rischi legati a microplastiche e PFAS. Nuove normative stanno spingendo per limiti più severi e controlli più frequenti. Nel frattempo, la tecnologia offre strumenti sempre più efficaci per garantire acqua pulita e sicura.
Proteggere la salute significa anche informarsi e agire con consapevolezza. Investire in sistemi di filtrazione adeguati e adottare stili di vita sostenibili sono passi concreti per ridurre l’impatto di questi contaminanti invisibili.



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